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Supercroc – Il grande predatore (alias Lethal alligator)

Anche i titolisti, però...

[Krocodylus1991 & Gatoroid]

Di: Scott Harper
Con: Cynthia Rose Hall, Matthew Blashaw, David Novak

Davvero appetitoso questo prodotto Asylum dell’annata 2007, diretto da Scott Harper e scritto da David Michael Latt in persona. Il fondatore della Asylum riprende il classico discorso “mostro gigante che minaccia la città”, per la verità senza introdurvi elementi di novità, ma instupidendo ulteriormente la sceneggiatura, che già pareva scritta abbastanza a caso. Gli elementi base dell’Asylum-pensiero ci sono tutti: mostro in CG patocchissima, soldati, minaccia alla città, intervento dell’esercito, loschi piani della scienziata, lieto fine, inevitabile colpo di scena nell’ultimo frame. Tutto già trito e ritrito, con l’aggiunta di spiegazioni scientifiche senza capo nè coda, tali da permettere ad un coccodrillo vecchio di milioni di anni di riemergere in seguito ad un terremoto e di seminare il terrore. Tutto da buttar via, quindi? Bè, no. Qualcosa di buono c’è. La Asylum ricicla le due locations che le sono care: il mezz’ettaro di querceto\pineta (a seconda delle esigenze di scena) e la stanzetta angusta. In quest’ultima l’effetto comico è dato dalla continua introduzione di nuovi personaggi, che per mancanza di budget sono obbligati ad interagire in pochissimi metri quadri, una buona metà dei quali è occupata da computer antidiluviani e apparecchiature inutili ma che fanno scena.
L’indubbio punto di forza del film è il comportamento di tutti, dal primo dei soldati al Presidente americano. Ricapitolando: il nemico è un coccodrillone di venti metri (che diventano cinque, o trenta, o sessanta a seconda delle inquadrature), dalla corazza resistentissima. Ora, io capisco che sia un mostro spaventoso e difficile da abbattere, ma stiamo parlando dell’esercito degli Stati Uniti: basterebbe una fucilata in un occhio, o in bocca, o qualche mina anticarro, oppure, come viene in mente alla protagonista dopo solo un’ora e venti, sarebbe sufficiente colpire il punto debole di tutti i rettili di quella specie: il ventre molle. Invece no: prima gli si mandano contro dei soldati dalla mira penosa, che servono soltanto a farsi smembrare dal ridicolo bestio. Poi, mentre Supercroc (che titolo del cazzo!) si dirige verso Los Angeles, sperimentano tutto l’esplosivo a loro disposizione, prendendo in considerazione anche l’ipotesi nucleare, un pò il topos per eccellenza di questo genere di film. Memorabile, in tal senso, la frase del generale: “approntate tutta la potenza di fuoco di cui disponiamo”, cioè dalle cerbottane alla bomba H? Si aggiunga che, nei primi trenta minuti, nessuno sembri rendersi conto dell’identità del nemico: nonostante una foto inequivocabile, il ritrovamento delle uova e la testimonianza dei militari, sono tutti lì a dire “che cosa sarà?”, e, alla frase “ho visto delle uova?” una comprimaria risponde con “di coccodrillo?”, lasciando intendere che potrebbero anche essere di gallina. Piacevole anche l’utilizzo di stock footage, coperti da patetici filtri giallo-verde per evitare chi si veda troppo la differenza.
Purtroppo questo non basta a trasformare un prodotto così scarso (budget di 200.000 dollari, ma sembrano meno) in una trashata coi fiocchi. La noia regna sovrana, e, pur con tutta la buona volontà, risulta difficile annoverarlo tra i capolavori Asylum. Anche perchè, salvo eccezioni, questi film sono tutti uguali, e solo virtuosismi di inettitudine tipo Mega python VS Gatoroid possono salvarli dall’oblio. Non perdetevi, comunque, la scena fenomenale in cui il soldato bravo e bello inciampa da fermo, piega le ginocchia in posizione innaturale, si rompe una gamba e riprende a camminare come niente fosse!

Produzione: USA (2007)
Punto di forza: la stupidità dei personaggi e l’arrivo del coccodrillone a Los Angeles.
Punto debole: la Asylum, dopo un pò, stufa. Specie quando insiste con i coccodrilloni!
Come trovarlo: la solita Minerva Pictures!
Da guardare: consiglio di ripiegare su Mega python VS Gatoroid

Un piccolo assaggio:  (già il trailer…)

Mega python VS Gatoroid

La Asylum non si smentisce mai!

[Krocodylus1991 & Jacob]

Di: Mary Lambert
Con: Tiffany, Debbie Gibson, A Martinez

Se c’è una cosa che odio, è quando una casa di produzione come la Asylum si mette in testa di fare film seri, tradendo le sue origini. Cioè, se io metto su un film che si intitola 2012 – Doomsday, mi aspetto il mondo che finisce, eruzioni, terremoti, tsunami, e non un pippone religioso peraltro abbastanza ambiguo. Ed è per questo che sono felicissimo di presentare Mega Python VS Gatoroid, uno di quei film che ti fanno esclamare: questa è la Asylum! Rispetto al precedente squalo-piovresco, questo prodotto guadagna molti punti, poichè la casa di produzione abbandona qualsiasi pretesa di verosimiglianza e plausibilità in favore di un horror demenziale totalmente sconclusionato. Nelle prime scene, vediamo una hippy ecologista rubare dei pitoni e liberarli in una palude. Nell’inseguimento, due poliziotti muoiono probabilmente schiacciati nella propria auto, ma di questo non frega niente a nessuno. Seguono venti minuti buoni di presentazione della vita cittadina: lo sceriffo è la mitica Tiffany, proprio la popstar degli anni ’80 già vista in Megapiranha, che deve pure tenere a bada una serie di cacciatori bifolchi, i quali godono nello sparare a qualunque cosa si muova (uno usa un M-16 tipo guerra del Vietnam), tipo serpenti, coccodrilli, anatre. I pitoni, diventati chissà perchè grandi quanto il 18 della GTT torinese, banchettano con alcuni dei pittoreschi caratteristi, tra cui l’insulso ex-futuro-sposo della sceriffa. Lei, per vendicarsi, che fa? Getta nel fiume anabolizzanti, steroidi e la classica “sostanza sperimentale” (avete presente le cure degli spam su Internet, tipo “aumenta la muscolatura in 4 giorni”? Ecco, quelle) perchè i coccodrilli, rinvigoriti, la vendichino pappandosi i serpenti. Ovviamente la cosa le sfugge di mano, come scopre la hippy ecologista, che tenta di convincerla a torte in faccia in una rissa senza fine tipo Essi vivono di Carpenter. Soltanto la comparsa dei bestioni, e il loro trasloco in una vicina città, le costringerà ad allearsi.
La presenza di Debbie Gibson e di Tiffany è un pò il marchio qualitativo di questo film: favolosa la sequenza dei mostri che si ingrandiscono, accompagnata da pezzi farlocchi e pacchiani delle due meteore. La CG che consente ai mostri poche, goffe movenze è incredibilmente approssimativa, tanto da arrivare a generare clamorosi errori di prospettiva e di dimensioni, fino all’apoteosi del serpente che si ingoia un TGV intero e al coccodrillo lungo duecento metri al supermercato, su cui campeggia la scritta “sconti mostruosi”. Tra l’altro, uno dei serpentoni addenta pure un dirigibile che pubblicizza la Asylum! La casa di produzione produce quasi un’autoparodia, in cui i toni ironici non mancano, ma questo giova alla scorrevolezza del film, che è senz’altro uno dei migliori di questa mai troppo amata congrega di pazzi. Vedere le due MILF combattere con i tacchi a spillo e un decoltè che ben poco lascia all’immaginazione non ha prezzo: in questo senso, la scena migliore è senz’altro quella, al party di beneficenza, in cui qualcuno grida “chiunque ha un’arma la usi”. Senza battere ciglio, tutti i presenti estraggono pistole, UZI, AK-47, bombe molotov e iniziano la mattanza in una sequenza degna di Scary Movie. L’unico difetto (ma nel complesso è persino comprensibile) è la sistematica ed imbarazzante stupidità dei personaggi: a parte la discutibile idea di “vendetta” di Tiffany, quest’ultima si rende protagonista di un gesto scellerato quando rifiuta di annullare la serata di beneficenza nonostante l’emergenza, poichè “è da un anno che ci prepariamo”. Della serie: prima il party, poi penseremo a salvare la pelle. Segnaliamo, a concludere la recensione di questa chicca, un doppiaggio italiano indegno, pieno di riempitivi inutili e di momenti in cui i personaggi muovono le labbra a vuoto, oppure stanno zitti mentre la voce continua a parlare. Bentornata, Asylum!

Produzione: USA (2011)
Punto di forza: per una volta, ai mostri in CG è lasciato ampio spazio, cosa che non succedeva nei precedenti film “versus”.
Punto debole: sarebbe stato meglio non inserire certe parentesi volontariamente comiche, che in parte ne annullano la potenza di Z-movie.
Come trovarlo: la Minerva Pictures (sempre sia lodata!) distribuisce i film della Asylum in italiano!
Da guardare: è il classico film per tutti. Viste le generose scene splatter, potrebbe essere l’ideale per una serata horror.

Un piccolo assaggio:  (ecco l’attacco alla città: occhio al dirigibile Asylum!)

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